2012: un anno in musica

Qualche settimana fa Appple ha deciso di rilasciare una nuova versione di iTunes, la numero 11, e mi è sembrata l’occasione buona per mettere finalmente un po’ d’ordine all’interno della libreria, che nonostante i miei sforzi, col passare del tempo finisce sempre per l’assomigliare ad una mensola di mio fratello (potrei aprire un Tumblr con foto che testimonino lo stato di disordine assoluto in cui tiene le sue cose). E quindi, mentre ero lì che separavo i dischi assolutamente da tenere da quelli che invece proprio no, mi è venuto fin troppo facile fare il classico giochino di fine anno della classifica dei dischi migliori. Solo che, in verità, i 20 che segnalo qui sotto non sono propriamente i dischi migliori (difatti ne ho lasciati fuori alcuni molto belli), ma più semplicemente quelli che, più o meno in ordine di importanza, mi sembra abbiano contraddistinto, per una ragione o per un’altra, questo 2012; magari anche solo il mio, di 2012. Quindi, ecco, non è una lista da cui prendere spunto per regali di Natale fuori tempo massimo: mi pareva giusto avvertirvi.

> Frank Ocean: Channel ORANGE
> Chewingum: Nilo
> Tame Impala: Lonerism
> Twin Shadow: Confess
> Spiritualized: Sweet Heart Sweet Light
> Nicolò Carnesi: Gli Eroi Non Escono Il Sabato
> Vadoinmessico: Archaelogy Of The Future
> Alt-J (Δ): An Awesome Wave
> Kendrick Lamar: Good Kid, M.A.A.D City
> Beach House: Bloom
> Drink To Me: S
> Lo Stato Sociale: Turisti Della Democrazia
> Cloud Nothings: Attack On Memory
> Chromatics: Kill For Love
> Flying Lotus: Until The Quiet Comes
> Dirty Projectors: Swing Lo Magellan
> Maria Antonietta: Maria Antonietta
> Wild Nothing: Nocturne
> Japandroids: Celebration Rock
> How To Dress Well: Total Loss

AGGIORNAMENTO:   Ma figurati se non me ne scordavo uno! E non uno qualsiasi, tra l’altro. Il fatto è che, avendocelo in vinile, invece che su iTunes, non mi è proprio venuto in mente, almeno fino a quando qualche minuto fa non sono andato a prenderlo per metterlo sul giradischi… Siccome però ormai la classifica l’ho fatta, facciamo che a questo rimasto ingiustamente fuori gli diamo la menzione d’onore, il premio della critica, l’oscar alla carriera, il nobel per la pace, insomma, qualcosa del genere, ché tanto si merita tutto!

> Jack White: Blunderbuss

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3 thoughts on “2012: un anno in musica

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