Vergognatevi!

Noto oggi che qualche giorno fa, riprendendo sul suo blog una sorta di intervista doppia del Corriere della Sera a Carlo Verdone e Maccio Capatonda, Luca Sofri ha toccato un tema a me piuttosto caro, ovvero la capacità d’indignarsi degli italiani:

Ma Verdone dice anche una cosa molto più sensata e sovversiva, rispetto al conformismo che ha proposto per anni di “indignarsi” e ha rimproverato di “non sapersi indignare” o si è vantato di “sapersi indignare”. Era una balla, il problema di questo paese è che tutti si indignano vanamente, continuamente, fieri e soddisfatti.

Ma ho trovato ancora più interessanti alcune parole espresse durante l’intervista dallo stesso Capatonda nell’offrirci la sua personale chiave di lettura del suo celebre video Italiano Medio:

«Il primo italiano medio è grillino – racconta Capatonda – uno che vuole cambiare le cose, pieno di fervore e malessere perché lotta contro mulini a vento; il secondo è berlusconiano, cresciuto a pane e tv commerciale. Il conflitto tra i due lo vivo sulla mia pelle, è di una generazione che di fronte al bunga-bunga dice “Che schifo!” e allo stesso tempo “Magari!”. Indignarsi sempre o invidiare senza scrupoli sono eccessi, ci vorrebbe una via di mezzo, ma l’italiano medio oggi non ha questa virtù».

“Indignarsi sempre o invidiare senza scrupoli”. Come mi sono già ritrovato a scrivere qualche tempo fa, il nostro problema non è che ci indigniamo troppo o troppo poco, ma che, quando lo facciamo, è perché siamo invidiosi. E si capisce che un’indignazione di questo tipo non giova a nessuno. Non è utile, né nobile. Perché l’indignazione è un sentimento utile e nobile solo quando la si prova davanti a uno specchio. È la vergogna, verso noi stessi prima che verso gli altri, l’unico carburante buono per far partire quel motore, qual’è l’indignazione, che ci porta a migliorare noi stessi, e quindi il mondo che ci circonda. Il non accettarsi così come si è e decidere quindi di impegnarsi per diventare migliori. Con l’invidia, invece, non s’innescherà mai un processo di questo tipo. Quindi, non indignatevi: vergognatevi!

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One thought on “Vergognatevi!

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