L’Europa è Lisca Malbran

Quale forza poté mettere in moto questi milioni di proiettili con o senza equipaggio? Voi dite “Germania”. Loro dicono “Russia”. Di certo non può essere stata l’Europa, tanto meno Centrale Europa, che è sempre una bambina così brava e docile. Lo ripeto: l’Europa è una mite giovenca, una vergine grassoccia, una fanciulla R o una ragazza P pronta all’amore, un angelo, una preda remissiva. L’Europa è Lisca Malbran. L’Europa non ha mai bruciato una strega né toccato un ebreo! Come si fa a catalogarne i gioielli? A Praga, ad esempio, si vede il cielo all’alba attraverso le finestre ad arco dei campanili, e quel cielo diventa più desiderabile se collocato nella cornice verde rame, il cui perno, il dito stesso del campanile, emerge dalla carne della città, dalle sue facciate con decorazioni floreali in rilievo, cartigli e teste leonine, dalle sue vie fortificate e tortuose che hanno sempre tantissimi occhi: l’Europa è circospetta, essendo già stata stuprata innumerevoli volte, e forse è per questo che in alcuni dei suoi occhi continua tuttora a brillare la luce artificiale. A che serve, però, vederli arrivare? Il primo pidocchio di metallo sgattaiola sulla pelle dell’Europa, lastricata di follicoli grigio scuro e grigio chiaro. Lei sente tutto, sopporta tutto, levando verso il paradiso le dita-chiesa inanellate dal cielo per potersi sposare.

[William T. Vollmann, Europe Central, Mondadori, Milano 2010, p. 22]

Annunci

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...