De greit biuti (considerazioni inutili sulle ultime settimane di Renzi)

Greater flamingo

Di cose, all’interno del panorama politico italiano, ne sono successe nell’ultimo mese. Che queste cose siano in grado di produrre effetti concreti e rilevanti per le sorti del Paese è ancora presto per dirlo. Di certo, però, di spunti di riflessione ne hanno offerto parecchi. Io, non trovando nulla di meglio di fare (lo so, lo so), ho passato gli ultimi giorni a buttare giù le mie, di riflessioni, cercando di mettervi un po’ d’ordine, ché si sa, le cose si capiscono meglio se le lasci qualche giorno a fermentare. Ecco, quello che segue è appunto il mio tentativo di capirci qualcosa, sulle scelte di Renzi, ma vi avverto: partirò da lontano, sarò lungo, e pure noioso. Per cui, se non avete tempo da perdere – e chi ne ha, del resto – fareste meglio a fermarvi qui. Io vi capirò. Per quelli che pensano di proseguire, invece, be’, sappiate che partiremo addirittura dal sempre caro Winston Churchill, e più precisamente da una delle tante frasi leggendarie che gli vengono spesso attribuite, ovvero: “Se Hitler invadesse l’inferno, io farei quanto meno un rapporto favorevole al diavolo alla Camera dei Comuni”. Continua a leggere

La democrazia spiegata ai (miei amici) grillini

Cari amici grillini, chiariamoci subito: sono in molti a considerare il tentare di parlare con voi una perdita di tempo. Chi dice che non siete altro che bambini un po’ troppo cresciuti che si ostinano a giocare alla rivoluzione, chi vi considera invece semplicemente dei fascisti in erba: in ogni caso, qualcuno con cui è inutile mettersi a discutere. E devo dirvi la verità, se non conoscessi personalmente alcuni di voi, faticherei parecchio anch’io a considerarvi in altra maniera. Ma proprio perché vi conosco, e conosco la vostra buona fede, voglio illudermi che il tempo dedicato a scrivervi quanto segue non sia tempo sprecato. Che poi oltretutto sono sempre stato, e lo sono ancora, fermamente convinto che il tempo impiegato a tentare di far ragionare gli altri non lo sia mai, tempo sprecato. Continua a leggere

Ve lo meritate, Beppe Grillo

Non ho ancora guardato alcuna proiezione. Mi mancano sia la voglia che il coraggio per farlo. Però possiamo comunque prendere i sondaggi pubblicati recentemente, ché per il ragionamento che mi appresto a fare vanno bene lo stesso. In particolare segnalo quelli, divertentissimi, se non fosse per i risultati che certificano, resi noti da YouTrend negli ultimi giorni – in barba al divieto di pubblicare sondaggi nei 15 giorni precedenti il voto. Sondaggi nei quali si ufficializza il superamento del 20% delle preferenze per il “camerlengo di Genova”. Il che vuol dire che tra i vostri amici, uno su cinque vota per Grillo, e se nessuno dei vostri amici vota per Grillo significa che, innanzitutto siete stati molto bravi e fortunati nella scelta dei vostri amici, ma anche che in giro ci sono intere combriccole che invece lo fanno. Ora, per carità, ognuno vota chi vuole. Si chiama democrazia, e non sono qui certo per metterla in discussione – anche se la storia ci insegna che ogni tanto, se vogliamo funzioni bene, questa democrazia, occorre farla correre dentro un recinto con dei paletti belli alti, ma noi ormai arriviamo un po’ tardi per quelli, vedi la legge elettorale, quella sul conflitto d’interessi, la costituzione di una cultura civile e di un senso dello Stato degni, appunto, di un paese democratico. No, semmai, quello che mi interessa fare, è mostrare quanto prevedibile e, ahimè, del tutto inutile ai fini del miglioramento del Paese sia il successo elettorale del MoVimento 5 Stelle (sì, lo so che c’è la fila al momento; che vi devo dire, aspetterò il mio turno). Continua a leggere