The times they are a-changin’ (*)

Pope Francis on Rolling Stone's Cover

(*) At the Vatican.

[immagine Rolling Stone]

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La Cometa Hyakutake

Beh, ormai credo tutti voi l’abbiate letto, visto, sentito, twittato, condiviso: ieri, più o meno a quest’ora, si è dimesso il Papa. Io purtroppo non sono un esperto di diritto canonico, né di segreti vaticani, come invece ho scoperto essere la maggioranza degli italiani, per cui non ho molto da dire al riguardo. Più che altro, diciamo che a me ‘sta cosa che anche il papa può dimettersi, non lo so il motivo, ma mi ha dato un gran senso di sollievo. Forse perché riporta tutto, anche l’incarico di portavoce di dio, ad una dimensione più a misura d’uomo. Un modo per ribadire che il benessere della persona viene, sempre e comunque, prima di tutto il resto, anche quando questa persona è il papa. E, insomma, a me è sembrata subito una cosa molto bella. Speriamo solo se ne ricordino anche quando ci sarà da discutere del benessere di altre persone, lì in Vaticano.

Ad ogni modo, più che discutere delle dimissioni del Papa, mi interessava fermare un attimo questo momento, metterlo nero su bianco. Perché, a parte le battute e i commenti ironici che ci hanno occupato per gran parte della giornata di ieri, non lo so mica se ci abbiamo riflettuto tanto su cosa voglia dire storicamente questa cosa. Come quando vai a vedere il Giudizio Universale di Michelangelo, tanto per rimanere da quelle parti, che finché ci stai con la faccia attaccata, non ce la fai a renderti conto di quanto sia enorme, magnifico, straordinario. E noi mi sa che abbiamo ancora la faccia attaccata. Voglio dire, io non me ne intendo tanto, ma ho letto che ‘sta cosa del papa che si dimette è successa solo altre cinque volte in quasi duemila anni di storia. L’ultima nel 1415. Qualcosa come la Cometa Hyakutake, che “passa una volta ogni settantamila anni”, eppure a noi non frega granché. Solo che non ho capito ancora se a noi non frega granché “perché domani c’è da dare il ramato”, oppure perché non siamo più in grado di coglierne il senso. La storia la intendiamo ormai come qualcosa del tutto personale, che riguarda solo noi, e non come qualcosa di collettivo, che riguarda l’intera umanità. Nel primo caso forse va anche bene, che non ci frega un granché della Cometa Hyakutake; nell’altro un po’ meno, mi sa.