Un vaccino contro l’incompetenza

Come sempre, e per fortuna, non tutti i mali vengono per nuocere. Neanche il male grillino che ci ha colpito nelle ultime settimane, e di cui francamente non avevamo proprio bisogno; ma si sa, quando si è debilitati da così tanto tempo facile che ti becchi il primo virus che gira. Eppure, appunto, c’è anche del buono nell’occupazione a cinque stelle del Parlamento. Dopo tanti anni, infatti, passati a raccontarci che eravamo tutti bravissimi a fare tutto, e che ci vuole?, anni in cui siamo stati tutti deputati e senatori, presidenti del Consiglio e allenatori, ma anche giornalisti, presentatori tv, cantanti migliori di quelli in gara nei talent show o a Sanremo (che ultimamente le due cose hanno preso a coincidere adesso non c’entra), e poi ancora anni in cui siamo stati “tutti poeti, tutti scrittori, tutti profeti e tutti bohémien”, sembra che ultimamente si è tornati a ridare importanza all’avere delle competenze specifiche in quello che si fa. Abbiamo cominciato a guardarci allo specchio e a dirci che, forse, con noi l’Italia non avrebbe comunque vinto il Mondiale, anzi; che tutto sommato stare in Parlamento ci sarebbe tornato difficile e, magari, pure noioso; che, per quanto siamo bravi sotto la doccia, non saremmo comunque in grado di cantare sopra un palco in diretta tv; che, nonostante alle volte i giornalisti sbaglino, noi al loro posto sbaglieremmo comunque di più, e di molto anche. Continua a leggere

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